Capotreno strattonato e insultato da due ragazzini per aver chiesto il biglietto sulla linea Trento- Bassano: "Ennesimo episodio di violenza, inaccettabile"
L'episodio sarebbe avvenuto il 13 febbraio scorso, ma "prontamente sono intervenute le forze dell’ordine hanno evitato che l’aggressione potesse trasformarsi in un incidente ben più grave". Il segretario provinciale di Faisa-Cisal: "Tutela per chi svolge onestamente il proprio lavoro"

TRENTO. Ancora un'aggressione nei confronti del personale di Trentino trasporti. Questa volta ai danni di un capotreno della linea Trento-Bassano, strattonato e insultato da due minorenni per aver chiesto di mostrare il biglietto. E' questo l'ennesimo episodio denunciato dal segretario provinciale di Faisa-Cisal, Paolo Saltori.
L'episodio si sarebbe verificato ieri (13 febbraio), su un treno della ferrovia Trento-Bassano. Il controllore è stato colpito "perché 'colpevole' di avere richiesto il biglietto - spiega Saltori -. Prontamente intervenute, le forze dell’ordine hanno evitato che l’aggressione potesse trasformarsi in un incidente ben più grave".
Inevitabile invece il ritardo accumulato, "oltre mezz’ora - prosegue -, che ha avuto ripercussioni su tutta l’utenza". "Questi fatti inaccettabili, che vedono spesso coinvolto anche il personale del servizio gomma, richiedono un’attenta analisi da parte delle istituzioni nonché la giusta tutela per i lavoratori in questione. È venuto il momento di intervenire in maniera concreta e decisa".
Soltanto poco tempo fa era stata segnalata anche un'aggressione verbale a un autista, che aveva fatto notare come due carrozzine non ci sarebbero state all'interno dell'apposito spazio sul mezzo pubblico: nonostante poi sia stata trovata una soluzione, la signora in questione avrebbe proseguito a inveire contro l'autista di Trentino Trasporti.
Il messaggio si conclude: "È intollerabile - dice il segretario -, per chi svolge onestamente il proprio lavoro, trovarsi in balia di questi soggetti che evadono sistematicamente il pagamento del biglietto come se fosse ormai un diritto viaggiare e lasciare che paghino solo gli altri, oppure di bulli e teppisti che considerano i mezzi pubblici come un parco giochi personale".
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